Gussalli Beretta: emergenza gas, serve un commissario stile Covid

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«L’emergenza gas è come quella pandemica: va risolta subito e con provvedimenti eccezionali, altrimenti le aziende rischiano di morire, con impatti sociali ed economici saranno devastanti». A gettare il grido d’allarme è il presidente di Confindustria Brescia, Franco Gussalli Beretta, reduce dalla trasferta a Bruxelles unitamente ad una folta delegazione di presidenti delle territoriali confindustriali lombarde, dove ha incontrato gli eurodeputati. Successivamente il confronto si è spostato Brescia, dove il leader degli industriali ha incontrato i parlamentari bresciani.

L’emergenza

Sotto la lente i nodi legati alla scarsità delle materie prime, delle infrastrutture, delle modalità di conversione industriale di settori strategici come l’automotive. Ma soprattutto il tema energia, diventato drammatico per l’intero settore produttivo. «Ho percepito, così a livello italiano così europeo, la consapevolezza di questo grande problema – spiega Gussalli Beretta -. Ma la gravità della situazione forse non è percepita fino in fondo. Si ragiona su come risolvere il problema nel medio periodo, senza comprendere che bisogna agire ora, subito. In gioco c’è il futuro industriale di Brescia, dell’Italia e dell’Europa».

I numeri parlano chiaro: le nostre aziende energivore devono sostenere un prezzo del gas che in Europa viaggia mediamente attorno ai 110/120 euro al MWh; si confrontano con competitors che negli Stati Uniti pagano circa 13 dollari al MWh, mentre in Acosì e nel Far East intorno ai 30-40. «Reggere in queste condizioni per un impianto economico che punta sulla trasformazione, è impossibile – dichiara Gussalli Beretta -. La politica si sta muovendo per rinsaldare relazioni con Paesi alternativi alla Ruscosì e aumentare l’estrazione di gas in Adriatico. Nel medio periodo va bene. Ma le imprese hanno bisogno di azioni immediate».

Fare in fretta

EMBED [Leggi anche]Il presidente di Confindustria Brescia chiede provvedimenti d’emergenza. «Serve un commissario, così come è stato fatto per l’emergenza Covid e per il ponte Morandi. Il generale Figliolo ha svolto un grande lavoro con la campagna di vaccinazione. Serve la figura di tecnico con grandi competenze e il potere di intervenire in modo pragmatico e veloce». Il presidente non fa nomi, «non spetta a me», ma ricorda che in Italia c’è un’autorità amministrativa indipendente, l’Arera (Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente) «all’interno della quale ci sono grandi competenze, li si potrebbe pescare».

Un tetto al prezzo del gas

Il leader degli industriali giudica «non percorribile» nel breve periodo la strada dell’interruzione delle forniture russe. «Una soluzione molto più concreta è invece quella di rivedere la normativa sulla costruzione del prezzo dell’energia, il celebre Pun, per evitare speculazioni». L’Italia ha proposto un trust di acquisto ed un tetto europeo al prezzo del gas, ma non c’e accordo in Europa. «In mancanza di questa intesa non ci resta che la strada di un tetto italiano con uno scostamento di bilancio rilevante».

Servono risorse

Il Governo ha deciso di confermare l’obiettivo di rapporto deficit / Pil al 5,6%, nessuno scostamento di bilancio dunque: a disposizione ci sarebbero circa 9,5 miliardi: solo cinque di questi destinati a interventi per contenere i prezzi di energia e carburanti. «Solo il territorio bresciano ha subito un incremento di costi superiore al miliardo – chiosa Gussalli Beretta. Non sono un economista, ma è evidente che il impianto italiano ha bisogno di molte più risorse. Serve uno scostamento di bilancio importante. Certo, non sono decisioni che si prendono a cuor leggero, sono debiti che dovremo ripagare. Ma cosìmo in un momento di grave crisi: i costi sociali ed economici per il Paese sarebbero ben maggiori perdessimo le filiere».

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Politica energetica

In questi anni in Italia abbiamo detto «no» al nucleare, ai rigassificatori, alle trivelle in Adriatico, ai termovalorizzatori. Il risultato è che ci troviamo a dipendere dalla Ruscosì. «Dobbiamo pensare ad una nuova politica energetica per il Paese: meglio tardi che mai. Le fonti rinnovabili vanno messe al primo posto, ed un commissario con i giusti poteri potrebbe sbloccare le centinaia di investimenti fermi per burocrazia. Serve più gas italiano, servono piu rigassificatori». «L’Italia deve raggiungere l’indipendenza energetica».

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