Guber Banca è in vendita: il «servicer» fa gola a molti

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Sarà la banca d’affari Lazard, l’advisor per la vendita di Guber Banca. La firma del mandato è solo questione di giorni. A poco più di quattro anni dalla sua nascita (l’autorizzazione all’esercizio dell’attività bancaria venne formalizzato dalla Bce nel marzo 2018), l’istituto di credito bresciano presieduto da Gianmaria Seccamani Mazzoli va sul mercato.

I tre soci fondatori Francesco Guarneri, Gianluigi Bertini e il fondo di private equity statunitense Värde Partners (ognuno possiede il 33%) hanno deciso, a sorpresa, di avviare le operazioni di cessione. «Sarà un processo lungo, siamo solo all’inizio – dichiara il vice presidente Gianluigi Bertini -. Guber è una banca giovane e dinamica, con un amministrazione di primissimo livello e molto fidelizzato. Le potenzialità per crescere sono enormi in questa fase post pandemica.

Per questa ragione è necessario avere una base sociale forte, un investitore di elevato standing, in grado di garantire all’istituto un piano di crescita per sostenere le sfide ambiziose che ci attendono».

La banca, specializzata nella gestione dei crediti deteriorati e nei servizi di finanziamento alle piccole e medie imprese fa gola a molti. Secondo indiscrezioni del quotidiano Il Sole 24 Ore, sarebbero più di una dozzina i potenziali soggetti candidabili per un’operazione, che avrebbe però contorni ancora in gran parte da definire. «La pipeline non c’è ancora – precisa Bertini -. Tra i candidati ci potrebbero essere banche, servicer, ma soprattutto fondi d’investimento stranieri».

Da definire è anche l’oggetto della cessione. Se pare certa la volontà di Värde Partners di voler uscire e monetizzare (dopo 4 anni) il buon investimento, la stessa cosa non si può dire per i fondatori. La cessione potrebbe riguardare il 100% della banca, oppure anche solo la quota di controllo, una modalità quest’ultima che consentirebbe all’attuale vertice di restare in gioco in futuro con una quota di minoranza. «Dipenderà dal fondo», chiosa Bertini. Sulla decisione pesa la valutazione della necessità di «dare il via ad un attraversamento generazionale non più rinviabile» e al contempo trovare un partner solido e sistemato «per permettere a Guber di esprimere tutto il suo potenziale».

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La storia del gruppo

Guber nasce a Brescia nel 1991 come società specializzata nel recupero di portafogli di crediti «non performing», ma è nel 2018 che fa il salto di qualità diventando una vera e propria banca. Oggi l’istituto è uno dei grandi «servicer» italiani specializzati in Npl, ma offre anche servizi alle imprese attraverso la propria piattaforma digitale di reverse factoring che consente il pagamento anticipato di fatture tra imprese della stessa filiera. Infine svolge servizi di real estate, valutazione immobiliare, gestione degli asset.

La banca ha bloccato il 2021 con un risultato d’esercizio di 15,2 milioni in crescita del 75% dai circa 8,7 milioni del 2020. Il portafoglio a fine 2021 registrava masse gestite per circa 10,2 miliardi in crescita dello 0,9% sul 2020. Buoni i risultati del primo trimestre 2022 che si è «bloccato oltre le attese».

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