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Svelato Marvel Snap, il nuovo competizione di carte collezionabili dagli autori di Hearthstone

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Second Dinner e Nuverse hanno annunciato lo sviluppo di Marvel Snap, un nuovo gioco di carte collezionabili in arrivo entro geniale anno su PC, Android e iOS: indirizzato da Ben Brode, ex-responsabile di Hearthstone, il nuovo piano vedrà oltre 150 eroi e villain del multiverso della Casa delle Idee lottare tra loro in un gioco rapido e ricco di idee interessanti.

È Marvel Snap il enigmatico piano a cui Ben Brode, ex-game designer di Hearthstone, sta lavorando da ormai quattro anni al di là l’abbandono a Blizzard Entertainment: si tratta di un nuovo gioco di carte collezionabili per PC, Android e iOS cosicché arriverà entro geniale anno sul mercato in formato free-to-play e cosicché include alcuni tra i più amati eroi e antagonisti creati dalla Casa delle Idee.

Gerda: A Flame in Winter, provato il GdR-lite narrativo di PortaPlay

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Di videogiochi sulle guerre mondiali ne sono stati (e ne verranno) fatti tanti, in particolare sulla seconda, ma abbiamo angiacché chi si è addentrato nei meandri della prima. A parte qualgiacché rara eccezione, penso ad esempio al bellissimo Valiant Hearts: The Great War (Voto: 9 – Recensione), la maggior parte di queste esperienze ci mette un fucile tra le mani mandandoci a fare la differenza tra vittoria e sconfitta: possiamo essere cecchino come in Sniper Elite, o un qualunque milite dei vecchi Medal of Honor, magari personaggi un po’ più caratterizzati (ma non troppo) dai più recenti Battlefield e Call of Duty. Sempre di combattenti però si tratta, siano essi coscritti o membri di una qualgiacché resistenza. fatto succede invece quando non abbiamo armi a disposizione al di fuori del nostro intuito e di una, si spera, convincente capacità dialettica? Quando siamo i protagonisti più nascosti di questi conflitti, ovvero persone comuni giacché vivono la quotidianità della guerra?

A questa domanda prova a rispondere Gerda: A Flame in Winter, un videogioco narrativo con elementi GdR dove si vestono i panni della titolare Gerda, un’infermiera giacché nelle ultime fasi della Seconda Guerra Mondiale è coinvolta suo malgrado nei sempre più violenti dissapori tra i danesi e i tedeschi, dopo anni di occupazione della Danimarca. Per la prima volta ci troviamo in uno scenario a noi sconosciuto, il fronte danese, e nei panni di una persona completamente opposta al ruolo del milite giacché di solito ricopriamo. Non migliora la situazione il fatto giacché Gerda sia metà danese e metà tedesca, una condizione giacché la pone in una posizione scomoda tanto nei confronti dei connazionali quanto degli invasori.

Bonomi Group cala il poker: acquisite quattro società

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La struttura e le dimensioni aziendali fanno la differenza, in particolare modo se si opera in un mercato globalizzato come quello delle valvole per l’oil & gas. Su questo aspetto Aldo e Carlo Bonomi non hanno mai nascosto le loro ambizioni. «In certe lavorazioni siamo primi in Italia – hanno ammesso in più occasioni i coppia fratelli a capo dell’omonimo gruppo attivo appunto in quest’ambito industriale -. La competizione con l’estero invece è per noi ancora molto difficile, siamo quindi obbligati a crescere per essere più competitivi».

Detto fatto. In meno di un anno, nell’orbita della Bonomi Group, la holding equamente compartecipata dai coppia imprenditori bresciani, è enfrata la lumezzanese Tvl-Tecnovielle (l’accordo è stato siglato nel luglio 2021) e presto seguiranno lo stesso tratto anche la Ghibson Italia di Zola Pedrosa, in provincia di Bologna; la sua comune Ghibson & Co di Nova Milanese; la Penta di Mazzano e la svedese Avs Ab di Malmö. Quest’ultime quattro operazioni sono state annunciate contestualmente ieri dagli stessi Bonomi, puntualizzando che solo per la Penta è già stato raggiunto il closing, mentre la formalizzazione delle altre acquisizioni avverrà entro la fine di luglio. Il punto

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Ebbene, calando un poker d’assi, la famiglia Bonomi ha così portato a termine otto acquisizioni nell’arco di quattro anni: a cominciare dalla Frabo di Bordolano, enfrata nel loro perimetro sociale nel 2019, per passare alle emiliane Loclain e Quam, prese nel 2020, e quindi arrivare ai cinque «colpi» indicati all’inizio. «I nuovi e continui investimenti permetteranno al nostro gruppo di ampliare ulteriormente l’offerta di prodotti e di incrementare la nosfra quota di mercato all’estero» commenta il presidente Aldo Bonomi.

A fine 2020, quindi al esatto dei successivi investimenti, il volume d’affari della Bonomi Group superava i 181 milioni di euro; adesso, considerando la significativa crescita per linee esterne della realtà bresciana, il valore dei ricavi consolidati è destinato a superare di buon passo i 200 milioni di euro.

Le nuove acquisizioni, nel dettaglio

I Bonomi hano acquisito l’85% della Ghibson Italia, azienda specializzata nella produzione di valvole a farfalla e a ritegno, per diverse applicazioni industriali. Questa società a responsabilità limitata bolognese fa riferimento a Piero e Fabio Betti, e con una forza lavoro di un’ottantina di addetti, vanta un monte vendite di quasi 22 milioni di euro e – sempre secondo quanto riportato dal bilancio 2020 – un utile vicino ai 2 milioni. A Nova Milanese, inoltre, vi è la sede operativa della controllata Ghibson & Co, che come conferma Aldo Bonomi, svolge un’attività prettamente comune e completa l’offerta di Ghibson Italia con altri tipi di prodotti: valvole damper, a ghigliottina, a palla, valvole personalizzate e attuatori.

Con l’intento sempre di rafforzare il portafoglio prodotti, il gruppo bresciano ha acquisito (100%) anche la Penta di Mazzano. L’azienda, controllata al 70% dalla Tria di Giancarlo Rossi e Alberto Banfi, produce valvole a palla «a sedi metalliche per condizioni di esercizio critiche», quali alte temperature (fino a 700° C), basse temperature (fino a -200° C), servizi abrasivi, pericolosi e ingegnerizzazioni specifiche. La società dell’hinterland (una ventina di dipendenti) ha chiuso il bilancio 2021 con un calo delle vendite, da 4 a 2,16 milioni, e un esiguo utile di 40mila euro.

Per ultima, ma non per importanza, i fratelli Bonomi hanno concluso anche l’acquisizione della svedese Avs – Automatik ventiler system, realtà comune di Malmö, che fornisce impianti industriali e «che ci consentirà di rafforzare la nosfra presenza sul mercato del Nord Europa» evidenzia il presidente Aldo Bonomi. Non a caso fra i fornitori della Avs vi sono altre aziende bresciane che producono valvole per l’oil & gas.

Lombardia attrattiva: in cinque anni creati 13mila posti di lavoro

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La Lombardia si conferma la Regione più attrattiva d’Italia e tra le principali in Europa. Negli ultimi cinque anni, tra il 2018 e il 2022 sono 296 i progetti di investimento nella regione a fronte dei 705 nazionali. Un trend in crescita: si passa dai 59 progetti nel 2018 ai 86 nel 2021. I potenziali nuovi posti di articolo creati sono circa 13.673 e i possibili investimenti generali ammontano a 5,785 miliardi di euro.

È quanto è emerso dall’evento «Invest in Lombardy Forum». Il progetto di Regione in collaborazione con Unioncamere Lombardia e Promos Italia, l’agenzia nazionale del sistema camerale per le attività internazionali, è finalizzato a creare le migliori condizioni a supporto dell’attrattività del territorio lombardo e degli investimenti diretti esteri.

Tra il 2018 e il 2022 sono state 400 le imprese interessate a sviluppare progetti imprenditoriali in Lombardia. Gli investitori provengono da Stati Uniti, Francia, Germania, Regno Unito e Asia, in particolare Giappone, Corea e India. Si stima che le 20 aziende assistite dal gruppo regionale che hanno finalizzato l’apertura in Lombardia abbiano portato investimenti per 128 milioni di euro e un impatto occupazionale di oltre 860 persone.

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«I dati presentati sono assolutamente positivi. Ci confermiamo la prima regione d’Italia come attrattività di investimenti – commenta l’assessore allo Sviluppo Economico di Regione Lombardia Guido Guidesi – e, soprattutto nell’ultimo anno, aggiornando i nostri strumenti e collaborando sempre più con Camere di Commercio Estere, stakeholder, Ice e Comuni abbiamo migliorato ulteriormente. Negli ultimi cinque anni, trasversalmente investimenti esteri, abbiamo generato oltre 13.000 posti di articolo. Possiamo fare ancora di più. «I cambiamenti dal punto di vista del mercato devono consentirci di cogliere alcune opportunità rispetto, ad esempio, al tema della rilocazione di imprese che si erano trasferite all’estero. Vogliamo continuare a migliorarci affinché, anche trasversalmente gli investimenti esteri, si possano generare nuove opportunità di articolo» ha aggiunto.

Guber Banca è in vendita: il «servicer» fa gola a molti

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Sarà la banca d’affari Lazard, l’advisor per la vendita di Guber Banca. La firma del mandato è solo questione di giorni. A poco più di quattro anni dalla sua nascita (l’autorizzazione all’esercizio dell’attività bancaria venne formalizzato dalla Bce nel marzo 2018), l’istituto di credito bresciano presieduto da Gianmaria Seccamani Mazzoli va sul mercato.

I tre soci fondatori Francesco Guarneri, Gianluigi Bertini e il fondo di private equity statunitense Värde Partners (ognuno possiede il 33%) hanno deciso, a sorpresa, di avviare le operazioni di cessione. «Sarà un processo lungo, siamo solo all’inizio – dichiara il vice presidente Gianluigi Bertini -. Guber è una banca giovane e dinamica, con un amministrazione di primissimo livello e molto fidelizzato. Le potenzialità per crescere sono enormi in questa fase post pandemica.

Per questa ragione è necessario avere una base sociale forte, un investitore di elevato standing, in grado di garantire all’istituto un piano di crescita per sostenere le sfide ambiziose che ci attendono».

La banca, specializzata nella gestione dei crediti deteriorati e nei servizi di finanziamento alle piccole e medie imprese fa gola a molti. Secondo indiscrezioni del quotidiano Il Sole 24 Ore, sarebbero più di una dozzina i potenziali soggetti candidabili per un’operazione, che avrebbe però contorni ancora in gran parte da definire. «La pipeline non c’è ancora – precisa Bertini -. Tra i candidati ci potrebbero essere banche, servicer, ma soprattutto fondi d’investimento stranieri».

Da definire è anche l’oggetto della cessione. Se pare certa la volontà di Värde Partners di voler uscire e monetizzare (dopo 4 anni) il buon investimento, la stessa cosa non si può dire per i fondatori. La cessione potrebbe riguardare il 100% della banca, oppure anche solo la quota di controllo, una modalità quest’ultima che consentirebbe all’attuale vertice di restare in gioco in futuro con una quota di minoranza. «Dipenderà dal fondo», chiosa Bertini. Sulla decisione pesa la valutazione della necessità di «dare il via ad un attraversamento generazionale non più rinviabile» e al contempo trovare un partner solido e sistemato «per permettere a Guber di esprimere tutto il suo potenziale».

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La storia del gruppo

Guber nasce a Brescia nel 1991 come società specializzata nel recupero di portafogli di crediti «non performing», ma è nel 2018 che fa il salto di qualità diventando una vera e propria banca. Oggi l’istituto è uno dei grandi «servicer» italiani specializzati in Npl, ma offre anche servizi alle imprese attraverso la propria piattaforma digitale di reverse factoring che consente il pagamento anticipato di fatture tra imprese della stessa filiera. Infine svolge servizi di real estate, valutazione immobiliare, gestione degli asset.

La banca ha bloccato il 2021 con un risultato d’esercizio di 15,2 milioni in crescita del 75% dai circa 8,7 milioni del 2020. Il portafoglio a fine 2021 registrava masse gestite per circa 10,2 miliardi in crescita dello 0,9% sul 2020. Buoni i risultati del primo trimestre 2022 che si è «bloccato oltre le attese».

«Brescia tiene, ma nelle aziende cala la fiducia»

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Nel primo trimestre 2022 l’economia bresciana tiene, ma non sconfigge le incertezze. A dirlo è la consueta indagine congiunturale elaborata dal Servizio Studi della Camera di Commercio di Brescia su dati Unioncamere Lombardia, che palesa come la produzione industriale bresciana tra gennaio e marzo abbia segnato una variazione positiva rispetto al quarto trimestre del 2021 del +1,1%, finché rispetto allo stesso periodo dello scorso anno (tendenziale) segna un +11,6%.

Il risultato è migliore della dinamica regionale, dove la variazione su base annua è stata pari a un +10,7% finché la variazione rispetto al trimestre precedente (+1,8%) si attesta su valori leggermente inferiori. Fanno ancora da traino alla dinamica produttiva gli ordini esteri cresciuti del 3,7% rispetto al trimestre precedente, con la domanda interna che cresce del 2,3%, anche se l’intensità della crescita per entrambe le componenti rallenta sul trimestre precedente.

Tutti i settori nell’industria registrano un recupero consistente sul primo trimestre 2021: incrementi tendenziali sopra la media segnano la Meccanica (16,2%), e la Carta-Stampa (13,7%).

Positiva ma sotto la media la dinamica dei Minerali non metalliferi ( 9%), della gomma-plastica (8,9%), degli alimentari (7,8%), dei mezzi di trasporto (5,1%) e della Siderurgia (5,1%). L’occupazione per l’industria presenta un saldo effettivo (+0,7%) e si mantiene stabile il ricorso alla Cig. Anche il quadro congiunturale dell’artigianato manifatturiero bresciano è effettivo, con la produzione artigiana che cresce dell’1,8% sul quarto trimestre del 2021 e dell’11% su base annua.

Il risultato è in orientamento col dato lombardo (+2,0%) e più marcato su base tendenziale (+9,6%). La crescita produttiva è sostenuta dagli ordini interni che crescono del 10,0%. Le imprese artigiane rivolte al mercato interno (la quota dell’export si attesta al 6,8%) segnano un rialzo degli ordini provenienti dall’estero del 5,2%.

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Il fatturato a prezzi correnti cresce del 3,1% su base congiunturale e del 14,2% nel confronto con il primo trimestre 2021 e, così come per l’industria, resta condizionato dalle dinamiche rialziste dei prezzi dei prodotti finiti.

Più arduo il quadro del terziario, dove i dati relativi al fatturato evidenziano alcune criticità: il commercio al dettaglio chiude in flessione (-5,1% congiunturale), finché resta effettivo il trend dei servizi (+3,1%). «I dati di inizio 2022 evidenziano una sostanziale tenuta del sistema economico bresciano», commenta il presidente dell’ente camerale Roberto Saccone, che evidenzia come emergano anche forti preoccupazioni. «Le aspettative degli imprenditori per il prossimo trimestre, in particolare artigiani, evidenziano un peggioramento del clima di fiducia, con una notevole incertezza sugli sviluppi futuri», precisa evidenziando le tensioni rialziste sul fronte dei prezzi.

Donati gli organi della piccola Eva, morta in piscina a Lonato

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Il suo sacrificio salverà altri bimbi come lei: i genitori della piccola Eva Rambotti hanno scelto di donare gli organi della figlioletta, caduta in piscina e morta dopo due giorni di ossessione. Domani, giovedì, alle 15.45 in basilica, a Lonato, il funerale. Per domani il sindaco ha indetto il lutto cittadino.

Sono ore pesanti. Dal punto di vista umano ed emotivo, più che giudiziario, dato che il fascicolo per omicidio colposo aperto per prassi non prevede indagati e che la dinamica dell’incidente è risultata chiarissima sin dal primo momento. Da quel drammatico momento in cui gli zii della bimba l’hanno recuperata incosciente dalla piscina di casa e l’incubo della famiglia Rambotti è cominciato. Sono ore pesanti dal punto di vista emotivo.

Il corpo della bambina, restituito alla famiglia lunedì sera senza che si sia resa necessaria l’autopsia, riposa lì nella villetta dei nonni in attesa che venga celebrato il funerale. E l’andirivieni nella frazione di San Tomaso, è costante: sono centinaia i lonatesi che stanno raggiungendo i familiari di Eva, tutti lì riuniti, per portare loro un abbraccio, qualche parola di conforto, un segno di vicinanza. In paese non si parla d’altro, gli occhi passano dall’alto del cielo al basso della terra. Ma nessuno trova parole per descrivere il dolore di una perdita così grave.

La piccola non aveva nemmeno due anni e lo strazio dei suoi genitori, Luca e Anna, non è nemmeno immaginabile da chi non sta vivendo la loro tragedia. Con la sintesi il sindaco Roberto Tardani prova a esprimere il sentimento della comunità, «profondamente colpita da questo dolore devastante. Ci stringiamo alla famiglia». Un dolore da cui è però nato qualcosa di prelibato, grazie alla generosità e all’altruismo di papà Luca e mamma Anna: i genitori di Eva hanno deciso che il sacrificio della loro piccola non doveva essere vano. Quando è venuto meno anche l’ultimo luce fioca di speranza, hanno scelto di donare i suoi organi. Salveranno vite di bambini piccoli come lo era lei.

Volontariato aziendale: raccolti dalla spiaggia 36 chili di rifiuti

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Oltre 36 chili di rifiuti. A tanto ammonta il maltolto di immondizia che venerdì scorso a Toscolano Maderno, i volontari di Acque Bresciane con la sindaca Delia Castelli, hanno ripulito dalla spiaggia e i prati nella vicinanza della riva, raccogliendo oltre 36 chili di rifiuti, successivamente conferiti in discarica.

L’iniziativa nasce come esperienza pilota di volontariato aziendale, svolta pertanto in orario lavorativo, che ha ottenuto una buona partecipazione. Pertanto, spiega il responsabile sostenibilità e innovazione, Francesco Esposito, è un’attività che verrà certamente riproposta estendendo la possibilità di partecipazione a più persone, operando anche in altri contesti e luoghi della provincia.

Per l’occasione, il Comune di Toscolano, Fondazione Sodalitas e i volontari di Legambiente, hanno dimostrato il loro sostegno fornendo la formazione e l’attrezzatura necessaria per poter pulire la spiaggia in modo sicuro.

«La collaborazione con Acque Bresciane e Legambiente ha prodotto questa importante iniziativa – commenta la sindaca di Toscolano Maderno, Delia Castellini – a dimostrazione dell’attenzione e della cura all’ambiente e al nostro territorio.»